PEOPLE

Stiamo cercando ispirazione da persone che non si sono mai arrese all’impossibile. Gli esploratori artici, ad esempio, hanno superato le difficoltà senza perdere l’entusiasmo. Come loro, vogliamo perseguire l’impossibile, esplorare nuove idee e sfidare i nostri limiti.

Questo atteggiamento è ciò che vorremmo applicare nella nostra vita quotidiana. Questo aiuta a dare un senso a ciò che siamo e ciò che facciamo. C’è anche una questione morale in questo atteggiamento, la consapevolezza di una gratificazione morale ad aiutare coloro che hanno riposto la loro fiducia in noi e l’orgoglio di essere i loro piccoli eroi.

EINAR LUNDBORG

Einar Lundborg (Calcutta5 aprile 1896 – Linköping27 gennaio 1931) è stato un ufficiale e aviatore svedese. Nato a Calcutta, figlio di un missionario svedese, studiò presso il liceo classico di Uppsala e poi presso l’accademia militare di Stoccolma. Nel 1914 entrò a far parte dell’esercito svedese, mentre il 15 marzo 1918 si arruolò come volontario per prendere parte alla Guerra civile finlandese. Ritornato in Svezia partì, il 12 febbraio 1919, per partecipare alla Guerra d’indipendenza estone. Nel 1928 salvò Umberto Nobile dopo l’incidente del dirigibile Italia a nord dello Spitsbergen. In seguito fu promosso a capitano dell’aviazione svedese. Morì durante un volo di prova a Malmslätt nel 1931, e venne sepolto a Linköping.

UMBERTO NOBILE

Umberto Nobile (Lauro, 21 gennaio 1885 – Roma, 30 luglio 1978) è stato un generale, esploratore, ingegnere e accademico italiano. Fu docente di Costruzioni aeronautiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II per oltre trent’anni, nonché direttore dello Stabilimento militare di costruzioni aeronautiche a Roma dal 1919 al 1928 e generale del Corpo del Genio aeronautico ruolo ingegneri dell’Aeronautica Militare. Nobile è stato uno dei pionieri e delle personalità più elevate della storia dell’aeronautica italiana; divenne famoso al grande pubblico per le sue due trasvolate in dirigibile del Polo Nord, compiute nel 1926 a bordo del dirigibile Norge e nel 1928 a bordo del dirigibile Italia, quest’ultima conclusasi in tragedia.

BERYL MARKHAM

Beryl Markham, aviatrice e scrittrice (1902 – 1986). Nel 1931 iniziò a volare dapprima trasportando posta, merci e qualche passeggero in un piccolo velivolo attraverso la frontiera con il Sudan, in zone remote del Kenia, fino a quei paesi che allora erano la Rhodesia ed il Tanganika. Per un certo periodo fu ufficialmente incaricata del trasporto postale in quelle zone. Sempre in volo prendeva parte a safari in cui aveva l’incarico di rintracciare le prede e guidare i cacciatori attraverso le pianure. Nel settembre 1936 occupò le prime pagine dei giornali in quanto prima viaggiatrice in solitaria attraverso l’Atlantico da est verso ovest partendo dall’Inghilterra e raggiungendo la Nuova Scozia in Nord America in 21 ore e 25 minuti. Il suo unico libro, West with the Night (Verso l’Ovest assieme alla notte) fu pubblicato nel 1942 con grande successo e recentemente ripubblicato. Trascorse il resto della vita allevando cavalli da corsa ed ottenne con questi numerosi premi internazionali. All’età di 83 anni, quando improvvisamente morì, era ancora attiva nel proprio lavoro.

ROALD ENGELBREGT GRAVNING AMUNDSEN

Roald Engelbregt Gravning Amundsen (Borge, 16 luglio 1872 – Mar Glaciale Artico, 18 giugno 1928) è stato un esploratore norvegese delle regioni polari. Condusse la prima spedizione capace di raggiungere il Polo sud nel 1911-1912. Nato a Borge, un piccolo villaggio 85 chilometri a sud di Oslo, a 21 anni scelse di abbandonare gli studi in medicina e di assecondare la passione per le esplorazioni. Prese parte ad alcune spedizioni nell’Artico e si applicò nel perfezionare le proprie capacità con lo sci di fondo nel clima norvegese. Partecipò alla prima spedizione invernale nell’Antartide condotta dal belga Adrien de Gerlache, che si svolse tra il 1897 ed il 1899 a bordo della RV Belgica, come primo ufficiale, della quale assunse il comando, insieme a Frederick Cook, medico di bordo, allorché, a causa dello scorbuto, de Gerlache e il suo comandante in seconda non furono più in grado di svolgere il loro ruolo. Durante questa spedizione la nave rimase intrappolata per quasi un anno nel mare di Bellingshausen, al largo della Penisola Antartica, il che rese l’equipaggio il primo a trascorrere un intero inverno nelle acque antartiche. Amundsen diede poi prova del suo valore guidando la spedizione che nel 1905-1906 a bordo della nave Gjøa compì la prima traversata del passaggio a nord-ovest, dalla baia di Baffin allo stretto di Bering. La missione ottenne anche un altro importante risultato scientifico riuscendo a determinare la posizione del polo magnetico boreale.

AMELIA EARHART

Amelia Earhart nasce il 24 luglio del 1897 in Kansas. Nel 1914, Amelia decide di frequentare i corsi per infermiera, che la porteranno a prestare servizio in un ospedale militare in Canada, durante tutta la durata della Prima guerra mondiale. Nel 1920, all’età di 23 anni, si reca insieme col padre a un raduno aeronautico presso il Daugherty Airfield a Long Beach in California e, pagando un dollaro, per la prima volta sale a bordo di un biplano per un giro turistico di dieci minuti sopra Los Angeles. È in quell’occasione che decide di imparare a volare. Acquista il suo primo biplano, con il quale stabilirà il primo dei suoi record femminili, salendo a un’altitudine di 14.000 piedi.  L’8 aprile 1931, pilotando un autogiro Pitcairn PCA-2, stabilisce il record mondiale di altitudine, raggiungendo i 18 415 piedi (5 613 metri). All’inizio del 1932 nessun altro pilota, a parte Lindbergh, aveva compiuto la trasvolata in solitaria. Ci riesce Lady Lindy, come viene soprannominata, completando l’impresa il 21 maggio con un Lockheed Vega equipaggiato con segnatempi Wittnauer, impiegando quattordici ore e cinquantasei minuti per volare da Terranova a Londonderry nell’Irlanda del Nord. Il 24 agosto 1932 è la prima donna ad attraversare in volo gli Stati Uniti senza scalo, partendo da Los Angeles e arrivando a Newark (New Jersey). Sempre determinata e con l’intento di arrivare dove altri avevano fallito, diventa la prima aviatrice ad attraversare il Pacifico, da Oakland a Honolulu, nelle Hawaii.

KATYA BUDANOVA

Katya Budanova (Ekaterina Vasil’evna “Katja” Budanova) (6 dicembre 1916 – Antracyt, 19 luglio 1943) è stata un’aviatrice sovietica, asso dell’aviazione in forza alla aeronautica militare russa durante la seconda guerra mondiale. Con un totale di 11 vittorie aeree, è uno dei due assi donna della storia, insieme a Lidija Litvjak. Mentre lavorava come operaia in una fabbrica di aerei a Mosca, si interessò all’aviazione e si iscrisse a un aeroclub dove fu addestrata al pilotaggio. Lavorò come istruttore di volo a partire dal 1937. Dopo l’attacco tedesco all’Unione Sovietica nel giugno 1941, si arruolò nell’aeronautica militare. Dopo l’addestramento nel Gruppo Aereo 122, costituito da Marina Raskova, venne assegnata al 586º Reggimento Caccia (586 IAP). Questa unità era formata interamente da piloti donna. Svolse la sua prima missione di combattimento nell’aprile del 1942 sopra Saratov. Si fece ben presto conoscere per la sua aggressività in combattimento e per la sua abilità di pilotaggio ai comandi del caccia Yakovlev Yak-1. Il 19 luglio 1943 Katya decollò per una missione di scorta. Nei pressi della città di Antracit, nell’Oblast’ di Lugansk, venne coinvolta in un violento combattimento aereo.

SOPHIE BLANCHARD

Sophie Blanchard, nata Marie Madeleine Sophie Armant (Trois-Canons, 24 marzo 1778 – Parigi, 6 luglio 1819), fu la prima donna aeronauta professionista con 67 ascensioni realizzate.  Nacque a Trois-Canons, oggi nel comune di Yves, vicino a La Rochelle. Nel 1804, si sposò con Jean-Pierre Blanchard, il primo aeronauta professionista della storia. Dopo il matrimonio, la coppia ebbe molti problemi finanziari, e Sophie decise quindi di diventare la prima donna aeronauta per attrarre finanziatori. Nello stesso anno, Napoleone Bonaparte la nominò ministro.

ANTONELLA CELLETTI

La ravennate Antonella Celletti, diventa la prima donna pilota dell’Alitalia, e il 17 agosto battezza il suo cielo a bordo di un allora modernissimo jet MD-80. Quando decolla, Antonella ha appena ventinove anni; che sia stata per lei una passione prima che un mestiere è facile intuirlo: “Mi regalarono un quaderno, i miei genitori. Sulla copertina c’erano aerei militari. Rimasi incantata”. A nove anni si ricorda che i suoi genitori la portarono a vedere le frecce tricolori, e a quattordici si fa iscrivere all’Istituto tecnico aeronautico più vicino casa, quello di Forlì. È lì che prende il brevetto di volo privato, ma mentre i maschi a quel punto possono optare per la carriera di cadetto o ufficiale di complemento in Aeronautica, lei fa l’impiegata, anche la vigilessa pur di pagarsi le ore di volo necessarie per  il corso di brevetto per pilota professionale. Che riesce ad ottenere nel 1983. Da allora manda due lettere all’anno all’Alitalia, e la propria candidatura a Transavio, Meridiana ecc..Fino a quando verrà assunta in Alitalia

BARBARA ALEX TOY

Barbara Alex Toy (11 Agosto 1908 – 18 Luglio 2001) era una scrittrice di viaggio australiana-britannica, direttrice teatrale, drammaturga, e scrittrice di sceneggiatura. E’ molto famosa per la serie di libri che ha scritto sul suo pionierismo e viaggi solitari in tutto il mondo, intrapreso negli anni cinquanta. La maggioranza dei suoi viaggi aveva quale destinazione sia le terre aride dell’Africa Settentrionale sia del Medio Oriente. La Toy nei primi anni ha visitato la Thailandia, l’Islanda, l’Europa incluso Iugoslavia, Grecia e Libano, ed è stata nominata Fellow of the Royal Geographical Society in riconoscimento di questi viaggi. La sua vita cambiò per via di una delle spedizioni ove si avventurò nel 1950, frutto di una scommessa fatta in un pub. Fu riconosciuta pioniera di lunga distanza, considerando la durata delle sue spedizioni: non solo era lei una delle prime persone a intraprendere tali spedizioni (solamente un Colonnello Leblanc aveva fatto tale viaggio, nel 1949), perdipiù era la prima donna a intraprenderla in tal modo. Molte delle spedizioni che sono seguite erano sforzi di squadra, mentre lei viaggiava sola, senza appoggio né riserva. Pollyanna è stata la prima Land Rover di Toy, con cui ha intrapreso i viaggi descritti nei suoi primi quattro libri. Era una Land Rover di serie I del 1950. Grazie alla pubblicità generata dai suoi libri sui suoi viaggi, Toy entrò in accordo di sponsorizzazione con i i creatori di Land Rovers. Nel 1989 Toy fu in grado di acquistare Pollyanna dalla sua tenuta per £ 3.500, pagando cinque volte quello che aveva inizialmente pagato. Un passaggio nel libro di Toy In Search of Sheba: Across the Sahara to Ethiopia (1961) descrive i suoi sentimenti per essere stata costretta a barattare la sua amata Pollyanna per un modello nuovo e indesiderato – e che considerava meno affidabile.

KRASIN

Il rompighiaccio Krasin, in russo Красин, entrato in servizio per la Marina Imperiale Russa il 31 marzo 1917 e poi ribattezzato nel 1927 per onorare l’allora da poco defunto Leonid Krasin fu una delle navi più famose della flotta russa. Fu costruita, su ordine dell’allora ministro della Marina Imperiale, dai cantieri navali inglesi Armstrong Whitworth in base al progetto del vice-ammiraglio Makarov. Il Krasin ebbe una carriera costellata di episodi ricchi di interesse, prendendo parte ad operazioni militari, a spedizioni scientifiche ma anche a quella che – secondo alcuni – sarebbe stata la prima operazione di salvataggio internazionale, ovvero il recupero di alcuni dei sopravvissuti dell’equipaggio del dirigibile Italia, precipitato sulla banchisa polare durante il rientro dalla spedizione al Polo Nord guidata da Umberto Nobile. Durante la seconda guerra mondiale il Krasin ha trasportato forniture strategiche, armi e munizioni per l’Unione Sovietica, presso i porti settentrionali. Molte navi alleate e le navi cargo non sono riuscite a raggiungere la loro destinazione, ma il Krasin ha avuto la fortuna di sopravvivere.

ENDURANCE

L’Endurance fu la nave utilizzata dall’esploratore antartico Ernest Henry Shackleton per il suo viaggio più famoso. Fu varata in Norvegia il 17 dicembre 1912 dai cantieri navali Framnaes Schipyard con il nome di Polaris. Si trattava di un veliero 3 alberi, dotato anche di un motore a singola elica sviluppante una potenza di circa 350 CV, che le consentiva una velocità media di 10 nodi (circa 19 km/h), progettato espressamente per le esplorazioni artiche. Le sue dimensioni erano di 43,9 m di lunghezza e 7,6 m di larghezza per una stazza di 350 short ton (320 tonnellate). Costruita per conto di armatori norvegesi che la volevano destinare a crociere nel Mare Artico, per problemi economici venne venduta due anni dopo il varo, nel 1914, sottocosto, all’esploratore britannico Shackleton per l’importo di 11.600 sterline. Rinominata in Endurance dal nuovo proprietario salpò verso l’Antartide il 1º agosto dello stesso anno per iniziare la Imperial Trans-Antarctic Expedition, raggiunse i mari australi dopo 5 mesi di navigazione, ma la sua vita tra i ghiacci perenni fu molto breve, infatti rimase bloccata nel pack il 19 gennaio 1915 e dopo alcuni mesi di agonia dovette essere completamente abbandonata dall’equipaggio il 27 ottobre per affondare definitivamente il 21 novembre, dopo ben 281 giorni dall’incagliamento. Della gloriosa nave riuscirono a sopravvivere solo 3 scialuppe: la Stancomb Willis e la Dudley Docker due cutter in pratica due canotti a vela e la James Caird classica baleniera lunga sei metri con la quale Ernest Shackleton partendo dall’isola di Elephant percorse 650 miglia nautiche di avventurosa traversata nei mari antartici fino a raggiungere l’isola della Georgia Australe da dove erano partiti 522 giorni prima, per chiedere soccorso permettendo così di salvare tutto l’equipaggio.